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Non Farlo

Errore 1. 'Sotto i 250 grammi faccio quello che voglio'

Sotto i 250 grammi cambia una cosa sola, ed è importante: il rischio che il drone faccia male a qualcuno cadendo. Tutto il resto resta identico. La soglia è una soglia di energia d'impatto, non un lasciapassare per lo spazio aereo, e i due piani vengono confusi ogni volta.

Un piccolo drone appoggiato su una bilancia da cucina accanto a una scatola anonima, in bianco e nero contrastato

Cosa si crede

"È un giocattolo, pesa meno di una lattina, non serve niente." Da qui discende un pacchetto completo di conclusioni: niente registrazione perché non è un aeromobile vero, niente assicurazione perché tanto non fa danni, niente mappe perché tanto sta basso, niente attenzione ai limiti perché tanto nessuno lo vede.

La frase è verosimile, ed è questo che la rende resistente. Una parte è vera: sotto i 250 grammi non serve superare un esame per volare in sottocategoria A1, ed è il motivo per cui questa fascia di prodotto è esplosa.

Cosa dice la regola

Un drone di classe C0 ha una massa massima al decollo inferiore a 250 grammi e opera in A1, la sottocategoria che tollera il sorvolo di persone non coinvolte. Per pilotarlo il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 chiede la familiarità con il manuale del costruttore, non un attestato. Fine dei vantaggi.

Restano in piedi, senza eccezioni per il peso:

  • la registrazione come operatore UAS, obbligatoria per chiunque impieghi un drone dotato di sensori in grado di rilevare dati personali, quindi per qualsiasi modello con camera o microfono, anche da 199 grammi;
  • il codice operatore rilasciato in fase di registrazione, da stampare in forma di QR code e applicare su ogni drone posseduto;
  • l'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, che l'art. 27 del Regolamento ENAC UAS-IT richiede per qualsiasi UAS e qualsiasi uso, con i massimali minimi del Regolamento (CE) 785/2004: 750.000 diritti speciali di prelievo, circa 900.000 euro al cambio corrente;
  • il limite di 120 metri misurati dal punto più vicino della superficie terrestre;
  • il volo a vista, cioè il contatto visivo diretto e continuo con il mezzo;
  • il rispetto delle zone geografiche UAS, che per l'Italia sono pubblicate sulla mappa ufficiale d-flight;
  • il divieto assoluto di sorvolare assembramenti di persone, che vale in tutta la categoria Open, C0 compresa;
  • l'età minima di 16 anni per pilotare in autonomia, salvo il caso del pilotaggio sotto la supervisione di una persona di almeno 16 anni con competenza adeguata;
  • tutte le regole su riprese e pubblicazione delle immagini.

Un solo obbligo cade davvero, ed è l'esame. La registrazione, invece, cade unicamente per i droni sotto i 250 grammi privi di sensori capaci di raccogliere dati personali e per i veri giocattoli conformi alla direttiva 2009/48/CE. Se il manuale indica un'età consigliata di 14 anni o più, non è un giocattolo: è un aeromobile.

Cosa rischi

Tre conseguenze, in ordine di probabilità.

La prima è banale e frequentissima: volare senza esserti registrato e senza il QR code applicato sul drone. È la cosa più facile da verificare in un controllo, perché si guarda l'adesivo.

La seconda riguarda l'assicurazione. Le violazioni in materia assicurativa sono trattate con particolare severità: le fonti specializzate descrivono importi molto elevati, un aggravio in caso di recidiva entro cinque anni e, per chi opera senza alcuna copertura, anche il sequestro del mezzo. Gli importi esatti vanno letti sul D.Lgs. 197/2007 e sul Codice della Navigazione, perché il quadro è stato oggetto di proposte di modifica.

La terza è la peggiore: un drone da 249 grammi che cade da cento metri arriva al suolo a oltre cento chilometri orari, e le eliche in rotazione tagliano. La soglia riduce il rischio, non lo azzera. Se il danno lo fai davvero, la polizza che non hai comprato per trenta euro l'anno diventa il problema centrale della tua vita per un po'.

Fai così

Registrati come operatore UAS, stampa il QR code e attaccalo sul drone prima di uscire di casa. Attiva una polizza specifica per droni: quella capofamiglia non copre l'attività aeronautica. Apri la mappa d-flight prima di ogni volo, non prima del primo volo. Tieni i 120 metri come limite sul terreno sottostante e non come limite sul display.

E poi una cosa che nessuna regola ti obbliga a fare: scarica il corso ENAC per l'attestato A1/A3, che è gratuito, e leggilo comunque. Il fatto che tu non debba sostenere l'esame non significa che tu sappia dove puoi volare.

Domande frequenti

Con un drone da 249 grammi devo registrarmi?

Sì, se ha una camera o un microfono. Restano fuori dall'obbligo soltanto i mezzi sotto i 250 grammi che non montano alcun sensore capace di raccogliere dati su una persona, e i veri giocattoli certificati come tali. Sul mercato consumer una camera c'è quasi sempre, quindi la registrazione serve.

Posso volare sopra le persone con un C0?

La sottocategoria A1 tollera il sorvolo di persone non coinvolte con un drone di classe C0, ma resta vietato il sorvolo di assembramenti, in tutta la categoria Open e per qualsiasi classe. Sorvolare qualcuno resta comunque una scelta da evitare quando puoi.