Registrazione, attestati, documenti
"Ho registrato il drone."
Non si registra il drone: si registra l'operatore UAS, cioè la persona che lo impiega. Il codice che ricevi è unico, vale per tutti i droni che possiedi, e va stampato come QR code e applicato su ciascuno di essi. È la verifica più rapida in un controllo, ed è quella che quasi nessuno supera. Come si fa è in registrazione e QR code passo passo.
"L'attestato non scade."
Scade dopo cinque anni. E alla scadenza non esiste un corso di aggiornamento: occorre risostenere l'esame. Vale sia per l'A1/A3 sia per l'A2.
"Faccio direttamente l'A2, è più completo."
Non si può. Il certificato A2 richiede di possedere già l'A1/A3 rilasciato da uno Stato dell'area EASA, di attendere almeno quindici giorni dal conseguimento, e di autodichiarare l'addestramento pratico svolto in autoformazione in condizioni A3. L'esame si sostiene presso una Entità Riconosciuta, non online.
"Devo comprare un corso per fare l'A1/A3."
No. Il materiale didattico ENAC è gratuito e scaricabile in PDF; l'esame si sostiene online sulla piattaforma dei servizi web ENAC e costa 31 euro, che comprendono quattro tentativi. I corsi privati sono un servizio facoltativo. Diventano invece indispensabili per gli attestati della categoria Specific, che richiedono addestramento pratico.
"Il mio attestato è stato rilasciato all'estero, qui non vale."
Dentro l'area EASA vale eccome: dalla fine del 2020 in poi, il titolo emesso da una qualunque autorità nazionale viene riconosciuto da tutte le altre. Il contrario non è automatico: fuori dall'Unione europea, Regno Unito e Stati Uniti compresi, il tuo attestato italiano non ha valore.
Il drone, la classe, il peso
"L'ho comprato fuori dall'Unione europea, quindi non ha classe e non ha regole."
L'assenza di marcatura non è un'esenzione: è una limitazione. Un drone senza classe C è trattato come drone privo di marcatura, quindi sotto i 250 grammi vola in A1 e sopra i 250 grammi in A3, a più di 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative.
"Il mio è del 2021, pesa 900 grammi, volo in A2."
Non più. Il regime transitorio che tra il 2021 e il 2023 collocava i droni non marcati in una fascia intermedia è terminato il 1° gennaio 2024. Da allora la fascia intermedia non esiste: o sotto i 250 grammi, o A3.
"Il Remote ID è un optional."
È la targa elettronica del drone, e dal 1° gennaio 2024 deve esserci su tutte le classi marcate tranne la C0: quindi C1, C2, C3, C5 e C6. Serve inoltre per qualsiasi operazione in categoria Specific, dove i mezzi senza marcatura si mettono in regola con moduli esterni.
"Con i paraeliche sono a posto."
I paraeliche riducono il rischio di lesioni, ma aumentano il peso e la superficie esposta al vento. Se sono integrati e compresi nella certificazione del drone non cambia nulla; se li hai comprati a parte, il peso che aggiungono conta ai fini della massa massima al decollo.
"Il drone che mi sono costruito non ha regole."
Ha le stesse regole degli altri, meno la marcatura: sotto i 250 grammi vola in A1, sopra in A3. Restano identici gli obblighi di registrazione come operatore, di QR code e di assicurazione.
In volo
"Volo FPV da solo, tanto vedo dal visore."
Con il visore non hai alcuna percezione dell'ambiente: non vedi altri aeromobili, non vedi chi si avvicina. Il volo con occhiali richiede un osservatore accanto al pilota, che mantenga il contatto visivo diretto e continuo con il drone senza ausili strumentali. Volare da soli in FPV è una violazione del requisito di volo a vista: come si vola legalmente con gli occhiali è meno complicato di quanto sembri.
"Ho quindici anni ma il drone è mio."
L'età minima per pilotare in autonomia è 16 anni. Sotto quella soglia si può volare sotto la supervisione di una persona di almeno 16 anni con competenza adeguata alla categoria, oppure con un vero drone-giocattolo. La normativa europea lascia agli Stati la facoltà di scendere sotto quella soglia; per l'Italia non risulta una conferma ufficiale, quindi il riferimento prudente restano i 16 anni, da verificare presso ENAC.
"Sono sopra casa mia, quindi comando io."
Possedere il terreno non significa possedere l'aria che ci sta sopra, che risponde alle regole aeronautiche e non al catasto. Sul tuo giardino valgono zone, quote e limiti alle riprese come in qualsiasi altro punto d'Italia.
"Se sto per fare qualcosa di vietato il drone si blocca."
Le funzioni di geo-awareness avvisano, e talvolta limitano, ma si appoggiano a database che possono essere incompleti o non aggiornati, e alcune restrizioni sono disattivabili dall'utente. Un drone che decolla non è un drone autorizzato.
"Al venti per cento di batteria ho ancora tempo."
La curva di scarica delle celle al litio crolla nell'ultimo tratto: sotto il venti per cento la tensione scende rapidamente sotto carico, e una raffica basta ad attivare l'atterraggio forzato. La riserva corretta è del trenta per cento, calcolata sul rientro controvento, che consuma molto più dell'andata.
Manutenzione e dopo il volo
"L'elica è solo un po' scheggiata."
Un'elica danneggiata è sbilanciata: introduce vibrazioni che degradano la stabilizzazione, sporcano il video e possono portare a rottura in volo. Le eliche sono materiale di consumo: al primo dubbio si sostituiscono.
"Calibro la bussola prima di ogni volo."
È inutile e può essere dannoso. Si calibra quando l'applicazione lo richiede, dopo uno spostamento geografico rilevante o in presenza di sintomi. Una calibrazione eseguita in un luogo magneticamente disturbato scrive un modello di errore sbagliato e peggiora il comportamento del drone.
"D'inverno è uguale, basta coprirsi."
Al freddo la capacità utile delle batterie cala sensibilmente e la tensione crolla bruscamente sotto carico. Le batterie vanno preriscaldate e l'autonomia ricalcolata: il numero a cui sei abituato d'estate non vale a gennaio.
"Non ha fatto danni, non devo dire niente."
Gli incidenti e gli inconvenienti con un drone hanno un proprio regime di segnalazione, che non dipende dalla tua valutazione personale della gravità. Vale la pena sapere in anticipo quando e come si segnala un incidente, perché nel momento in cui serve non è il momento di scoprirlo.
"I sensori mi proteggono dai cavi."
I sistemi a visione stereoscopica non vedono cavi, funi, rami sottili, reti e vetri, non funzionano al buio o in controluce, e perdono efficacia a velocità elevata. Contro un cavo teso tra due pali l'unica difesa è il sopralluogo a piedi prima di decollare.