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Non Farlo

Errore 2. 'L'assicurazione non serve per un drone piccolo'

L'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi è l'unico obbligo che non ha soglie, deroghe di peso o scorciatoie per l'uso ricreativo. Vale per il drone da 5 chili e vale per quello da 180 grammi. È anche l'obbligo che viene ignorato più spesso, perché non lascia tracce finché non succede qualcosa.

Elica spezzata e braccio di un drone sull'asfalto bagnato accanto al cofano ammaccato di un'auto, in bianco e nero

Cosa si crede

"Le polizze servono ai professionisti." Oppure: "sono coperto dalla responsabilità civile della famiglia." Oppure ancora, la variante più diffusa: "assicurerò il drone quando comprerò quello grosso."

Dietro c'è un ragionamento implicito: l'assicurazione è proporzionata al valore dell'oggetto. Non è così. L'assicurazione non copre il tuo drone, copre il danno che il tuo drone fa a qualcun altro, e quel danno non è proporzionato al peso del mezzo. Un drone da 200 grammi che entra nel parabrezza di un'auto in movimento costa quanto un drone da 2 chili che fa la stessa cosa.

Cosa dice la regola

Due riferimenti, uno europeo e uno italiano.

Il Regolamento (CE) 785/2004 fissa i requisiti assicurativi per gli esercenti di aeromobili e stabilisce il massimale minimo per la responsabilità verso terzi: per le macchine di massa inferiore a 500 chili sono 750.000 diritti speciali di prelievo, che al cambio corrente valgono circa 900.000 euro. È una cifra che sorprende sempre, ma nasce dalla logica dell'aviazione: si assicura il danno possibile, non il mezzo.

L'art. 27 del Regolamento ENAC UAS-IT lo traduce in un divieto secco: senza una copertura per la responsabilità verso terzi stipulata, valida e con i massimali europei, le operazioni con un UAS non sono consentite. La norma non distingue tra uso ricreativo e uso professionale, perché quella distinzione, nel sistema europeo, non esiste più: conta il rischio dell'operazione, non lo scopo.

L'unica eccezione riconosciuta riguarda i veri droni-giocattolo, quelli conformi alla direttiva 2009/48/CE e marcati come tali. È un'eccezione stretta: se il manuale riporta un'età consigliata di 14 anni o più, il prodotto non è un giocattolo ai sensi di quella direttiva, ed entra nel regime aeronautico.

Sul punto delle polizze generiche, l'orientamento è consolidato: una responsabilità civile capofamiglia non soddisfa il requisito. Serve una copertura specifica per l'attività con aeromobili senza equipaggio, con il massimale corretto e con l'uso dichiarato coerente con quello reale. I prezzi di mercato partono da circa 30 euro l'anno per l'uso ricreativo e salgono indicativamente a 150-500 euro l'anno per quello professionale, in funzione del peso e dell'ambito operativo. Se vuoi la mappa completa di massimali, costi e coperture di una polizza per drone, è il punto da cui partire.

Cosa rischi

Su questo fronte il legislatore non è tenero, e la ragione è che la vittima di un danno aereo non ha altre tutele.

Le fonti specializzate descrivono tre situazioni distinte, con gravità crescente: la mancata esibizione del certificato assicurativo durante un controllo, la copertura insufficiente rispetto ai massimali minimi, e l'operare del tutto privi di assicurazione, che comporta anche il sequestro del mezzo. Gli importi si misurano in decine di migliaia di euro e sono soggetti ad aumento in caso di recidiva entro cinque anni. Le cifre puntuali vanno lette sul D.Lgs. 197/2007 e sul Codice della Navigazione: il regime è stato oggetto di proposte di revisione e qualunque numero riportato a memoria rischia di essere vecchio. Il quadro sanzionatorio complessivo, comprese le sanzioni previste per chi vola senza rispettare le regole in materia di zone e distanze, è più articolato di quanto sembri.

Poi c'è il rischio che non ha nulla di amministrativo. Se ferisci qualcuno o distruggi qualcosa, rispondi con il tuo patrimonio. Una lesione seria a una persona genera richieste risarcitorie di ordini di grandezza che nessuno tiene sul conto corrente.

Fai così

Compra una polizza specifica per droni prima del prossimo volo, non prima del prossimo acquisto. Verifica tre cose sul certificato: che il massimale sia conforme ai 750.000 DSP, che l'uso dichiarato corrisponda a quello reale, e che copra i modelli che possiedi davvero, perché alcune polizze sono legate al singolo numero di serie e altre al pilota.

Salva il certificato in PDF sul telefono, in una cartella accessibile anche senza rete. Se voli per lavoro, controlla che la copertura preveda l'ambito professionale: una polizza ricreativa attivata a 30 euro non regge un contenzioso su un cantiere.

E rileggi le condizioni con una domanda in testa: cosa è escluso? Volo notturno, volo su aree affollate, uso al di fuori della categoria Open sono esclusioni frequenti, e sono esattamente le situazioni in cui poi il danno succede.