Scendi al testo
Non Farlo

Errore 8. 'Se è un posto pubblico posso filmare tutto'

La normativa aeronautica ti dice dove puoi mettere il drone. Non ti dice cosa puoi puntarci dentro. Sono due sistemi di regole distinti, scritti da autorità diverse, e il fatto di essere in regola con il primo non dice assolutamente nulla sul secondo. È l'errore che produce le liti più aspre, perché tocca i vicini.

Giardino privato con siepe e piscina visto di scorcio, un piccolo drone in volo sopra la siepe, in bianco e nero contrastato

Cosa si crede

"Sono in un luogo pubblico, quindi posso riprendere quello che vedo." È il trasferimento sul drone di una convinzione già discutibile applicata alla fotografia da terra. Sul drone diventa più fragile per due ragioni: il punto di vista aereo supera barriere che a terra proteggono la sfera privata, e il drone riprende continuativamente mentre si sposta, non scatta.

Poi c'è la seconda metà dell'errore, quella che fa più danni: "l'ho ripreso, quindi lo posso pubblicare". Riprendere e diffondere sono due operazioni diverse, e la seconda ha un regime molto più stretto.

Cosa dice la regola

Il Garante per la protezione dei dati personali dedica ai droni una propria sezione tematica, e il punto di partenza è semplice: un drone con camera è a tutti gli effetti uno strumento di trattamento di dati personali quando riprende persone identificabili, targhe, ingressi di abitazioni.

Da lì il quadro si articola su tre livelli.

Uso personale. L'esenzione per uso esclusivamente personale o domestico prevista dal GDPR copre le riprese che restano nell'ambito privato e non vengono diffuse. È l'unica situazione in cui non ti servono basi giuridiche e informative. Ed è anche l'unica situazione che quasi nessuno rispetta, perché il video finisce sui social.

Diffusione. Nel momento in cui pubblichi su un social, su un sito o su un canale video, l'esenzione domestica decade. Il trattamento diventa ordinario, e per le persone identificabili nel filmato servono le condizioni di legittimità che il regolamento europeo prevede.

Uso professionale. Servono base giuridica, informativa e una valutazione di minimizzazione, cioè riprendere solo quello che serve all'incarico. Per trattamenti su larga scala o sistematici in aree pubbliche è richiesta una valutazione d'impatto.

C'è poi un piano ulteriore, che non è amministrativo. Le riprese intrusive verso proprietà private e spazi domestici possono configurare fattispecie penali, in particolare l'interferenza illecita nella vita privata prevista dall'art. 615-bis del codice penale. Non è una minaccia teorica: è la norma con cui si contestano le riprese nei giardini e verso le finestre.

E va detta anche l'altra metà della questione spaziale, quella che tanti usano come giustificazione. Chi possiede il terreno non possiede l'aria che lo sovrasta: quella risponde alle regole aeronautiche, e infatti sul tuo giardino valgono comunque zone geografiche, quote e distanze. Il ragionamento però non si inverte a tuo favore: il fatto che lo spazio aereo non sia del vicino non ti autorizza a puntare la camera dentro casa sua. I diritti e limiti sopra le proprietà private si leggono in questa doppia direzione.

Cosa rischi

Il primo rischio è la segnalazione. Un drone che staziona sopra un giardino viene notato, e la reazione tipica non è la telefonata ma la denuncia, perché la percezione è quella dell'intrusione.

Il secondo è il contenzioso civile, che nasce quasi sempre dalla pubblicazione. Un video con volti riconoscibili, targhe leggibili o interni di abitazioni visibili è materiale che può essere contestato anche a distanza di tempo, e resta online a fare da prova contro chi l'ha caricato.

Il terzo, quello penale, si attiva quando la ripresa è diretta e mirata verso spazi privati. La differenza tra un panorama che comprende delle case e una ripresa che insegue una finestra è evidente a chiunque guardi il filmato, e la si vede nella traiettoria.

Fai così

Distingui sempre due decisioni: cosa riprendo e cosa pubblico. La seconda è più importante della prima e si prende a freddo, davanti al montaggio, non in volo.

In ripresa, tieni la camera verso l'alto o verso l'orizzonte quando passi sopra le abitazioni, e non stazionare sopra proprietà private. Un sorvolo in transito è una cosa, un hovering di trenta secondi sopra una piscina è un'altra, e la differenza si legge nel file.

In pubblicazione, sfoca volti e targhe, taglia le sequenze in cui si distinguono interni, e chiediti se un fotogramma qualunque del tuo video permetterebbe di identificare qualcuno che non ha chiesto di comparire.

Se voli per un committente, mettilo per iscritto: chi è il titolare del trattamento, che finalità ha il materiale, quanto a lungo verrà conservato. Sono tre righe che risolvono discussioni lunghe. Il perimetro operativo di cosa puoi riprendere e cosa puoi pubblicare è più netto di quanto si creda, e la scheda informativa del Garante Privacy è breve.